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Domande frequenti

  1. Perché la sostenibilità è un argomento così importante?

    Lo sviluppo globale dei mercati ha portato ad una rapida escalation della domanda di risorse naturali mondiali. Il costo del petrolio e di altre fonti energetiche aumenta rapidamente ed è sempre più volatile. Le pressioni di cui le risorse sono oggetto, da parte di governi aziende e popolazione ha aumentato l'interesse pubblico a perseguire la sostenibilità.
    K-C ha la responsabilità verso la salute futura dell’azienda, verso i suoi clienti, consumatori, dipendenti, investitori, in generale verso la comunità da essa servita, di continuare a creare sostenibilità nell'ambito della sua attività.
    Questa responsabilità comporta azioni consapevoli volte a preservare le risorse per le generazioni successive. Nel contesto dell’attuale sviluppo globale accelerato, una conduzione sostenibile dell'azienda è essenziale per la creazione del business e la crescita dei profitti.

  2. Qual è l'approccio di KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* nei confronti della sostenibilità ambientale?

    Siamo convinti che una comprensione equilibrata e olistica dell'impatto ambientale dei nostri prodotti e delle nostre operazioni ci aiuterà a stabilire delle priorità e a ridurre al minimo tale impatto. È per questo che valutiamo molto attentamente le materie prime utilizzate nei nostri prodotti, le modalità di produzione e di distribuzione e infine, l’uso e lo smaltimento dei nostri prodotti da parte dei clienti. La somma di tutti questi passaggi o fasi è il ciclo di vita del prodotto.
    Il nostro slogan Ridurre oggi, Rispettare il domani* esprime egregiamente il nostro approccio alla sostenibilità fondato sul ciclo di vita del prodotto.  Lo sforzo di perseguire la riduzione alla fonte, ad ogni stadio del ciclo di vita dei nostri prodotti, contribuisce a ridurre gli sprechi e ci aiuta a utilizzare con parsimonia le risorse mondiali… preservandole per il futuro.  L’uso indiscriminato delle risorse non aggiunge valore ai nostri prodotti, non è nell’interesse dei nostri clienti e, infine, non è affatto positivo per l’ambiente.  Per questo dobbiamo puntare a ridurre gli sprechi alla fonte in tutto ciò che facciamo.

  3. In cosa consiste il principio "Reduce Today, Respect Tomorrow"* e come viene applicato?

    L’approccio di KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* alla sostenibilità sollecita a ridurre l’uso delle risorse naturali ad ogni stadio del ciclo di vita del prodotto. Le tre principali risorse che usiamo per la fabbricazione dei nostri prodotti sono la fibra di legno, l’acqua e l’energia. Queste tre risorse chiave sono state rappresentate da icone e riunite in uno stile grafico applicato a tutti i paesi e incorporato in tutte le nostre comunicazioni.  
    “Reduce Today” introduce l’imperativo ad agire immediatamente e suggerisce il concetto che tutti abbiamo un compito da svolgere per ridurre l’uso delle risorse naturali. “Respect Tomorrow” richiama ad un obiettivo più ambizioso,  con un prospettiva a lungo termine, che prende a cuore le future generazioni e il loro diritto di ricevere un pianeta più salubre nonché di disporre di mezzi di sostentamento più produttivi.

    - Il motivo grafico RTRT è utilizzato in tutte le comunicazioni KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* nei mercati di tutto il mondo

    - È allineato all’identità One Voice di KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* e riflette il logo KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL*

    - É una campagna globale.  Comunichiamo lo stesso messaggio a tutto il mondo

  4. Quali sono i 6 stadi del ciclo di vita del prodotto?

    A. Progettazione del prodotto: Progettiamo i prodotti in modo da ridurre il consumo per l'intero ciclo di vita.
    B. Materie prime: Ci impegniamo per un sourcing responsabile delle materie prime e per assicurare la sostenibilità della fibra che usiamo.
    C. Produzione: Investiamo in nuove tecnologie e nei miglioramenti di processo, per ridurre l’uso delle risorse naturali e i rifiuti nell'ambito della fase di produzione.
    D. Trasporto: Continuiamo a sviluppare metodi più efficienti di imballaggio, movimentazione e trasporto dei nostri prodotti, per ridurre l’impatto totale della loro distribuzione.
    E. Uso del prodotto: Le elevate prestazioni dei nostri prodotti contribuiscono a ridurne il loro stesso uso da parte dei clienti.
    F. Smaltimento: Prodotti innovativi e mezzi di smaltimento affidabili contribuiscono a ridurre le quantità di ciò che viene usato, scartato ed eliminato.

  5. In che modo Kimberly-Clark incorpora i principi di Design for Environment (DfE) nei suoi programmi?

    Ci impegniamo ad implementare un processo che tenga in considerazione l’ambiente nella progettazione e nel confezionamento dei nostri prodotti. L’introduzione delle questioni ambientali nei nostri processi di gestione dell'innovazione, la sensibilizzazione del personale tramite la formazione e lo sviluppo di strumenti di DfE ci consentono opportune valutazioni ambientali come ad esempio, la rapida valutazione del ciclo di vita.

  6. Stiamo parlando soprattutto di riciclaggio?

    Il riciclaggio è un messaggio definitivo scaturito dal movimento ambientale dei primi anni Settanta. È naturalmente un messaggio importante: il riutilizzo di metalli, carta, legno e plastica riduce la necessità di estrarre materie prime dalla terra, dalle foreste e dai depositi di combustibili fossili. L’uso più efficiente di qualsiasi risorsa naturale è un passo in direzione della sostenibilità. Ma è solo una tessera del puzzle.
    Pensare in termini di ciclo di vita ci aiuta a comprendere che esistono altre considerazioni da fare nel perseguimento della sostenibilità.  La riduzione alla fonte e l’eliminazione degli sprechi sono aspetti ugualmente fondamentali per ridurre l’uso delle risorse naturali e mitigare l’impatto ambientale.

  7. Non sarebbe meglio per l'ambiente usare fibre riciclate anziché fibre vergini?

    Il riciclo è una parte vitale del messaggio del rispetto del futuro, ma noi non pensiamo che possa assicurare, da solo, un approccio più sostenibile. Poiché la fibra di legno si degrada ad ogni riciclo, senza l’aggiunta di fibra vergine l’industria della carta esaurirebbe la materia prima nel giro di soli tre mesi in  scarsità di materia prima (Ilpo Ervasti, Poyry Consulting 2003). La carta riciclata al 100% non sarà mai pertanto la soluzione intera al problema.
    Nel 2007, Kimberly-Clark ha commissionato una valutazione indipendente del ciclo di vita (http://www.kimberly-clark.com/pdfs/LifeCycleAssessment.pdf) per determinare quale fosse l’eventuale differenza di impatto ambientale tra l’uso di fibre primarie, o vergini,e di fibre secondarie, o riciclate, nella produzione di prodotti tissue.  Questo studio, che rientra tra i più rigorosi e completi eseguiti sui prodotti tissue, è stato condotto dalla Environmental Resources Management, un’azienda di consulenza del Regno Unito, in base a standard ISO riconosciuti a livello internazionale per studi di questo tipo.
    I risultati mostrano che nei prodotti tissue si possono usare in maniera responsabile per l’ambiente sia fibre vergini che riciclate. Siamo certi che l’uso nei nostri prodotti di fibra vergine certificata e sostenibile non ha un impatto ambientale maggiore rispetto alla fibra riciclata ed è per questa ragione che utilizziamo una miscela di fibra vergine e riciclata per tutti i nostri prodotti tissue.
    Riteniamo anche che l’uso di una combinazione equilibrata di fibre vergini e riciclate contribuisca alla performance globale del prodotto e di conseguenza porti l’utente finale ad usare una quantità minore di prodotto.

  8. Kimberly-Clark supporta gli standard di certificazione forestale?

    Certamente. Kimberly-Clark è stato il primo produttore di prodotti tissue a stabilire un obiettivo di acquisto del 100% di tutta la fibra vergine da utilizzare nei propri prodotti, da fornitori in possesso di certificazione indipendente per la gestione delle foreste o per le attività di approvvigionamento delle fibre, rilasciata da uno dei cinque sistemi di certificazione riconosciuti, tra i quali:

    • Forest Stewardship Council (FSC)
    • Sustainable Forest Initiative (SFI)
    • Canadian Standards Association’s National Sustainable Forest Management Standards (CSA)
    • Sistema Brasileiro de Certificacao Florestal (CERFLOR) in Brasile
    • Program for the Endorsement of Forest Certification Schemes (PEFC)

    Nel 2008 abbiamo approvvigionato il 98% della fibra vergine utilizzata da fornitori certificati in base a uno di questi standard.

    La nostra preferenza a riguardo di questi organismi di certificazione va alla fibra di legno certificata dal Forest Stewardship Council (FSC), qualora sia disponibile e soddisfi i requisiti di prestazione del nostro prodotto e le condizioni di concorrenzialità del mercato.

  9. Che cos'è l'FSC?

    Il Forest Stewardship Council (FSC) è una organizzazione internazionale non governativa dedicata alla promozione di una gestione responsabile delle foreste di tutto il mondo.
    Il sistema FSC è articolato in due parti:
    1. Certificazione di gestione delle foreste - Questa certificazione assicura che le foreste siano gestite secondo standard elevati in termini sociali, economici e ambientali.  Nella sua Politica di approvvigionamento della fibra, Kimberly-Clark dichiara di preferire l’acquisto di fibra di legno certificata in base agli standard FSC.
    2. Certificazione della “Chain of Custody” - catena di custodia FSC - Questa certificazione rintraccia il legno fin dalle foreste certificate attraverso tutte le fasi della lavorazione e della distribuzione.   Negli ultimi anni, Kimberly-Clark ha certificato principalmente in Europa numerosi suoi prodotti sulla base dei sistemi FSC e COC.  I prodotti tissue KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* sono stati i primi ad essere certificati secondo questo sistema nel Nord America. 

  10. Perché Kimberly-Clark ha dato la preferenza all'FSC nella sua politica di approvvigionamento della fibra?

    Kimberly-Clark riconosce cinque programmi di certificazione della gestione sostenibile delle foreste, tra cui il Sustainable Forestry Initiative (SFI), il Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC), la Canadian Standards Association (CSA), il Cerflor (sistema di certificazione brasiliano system) e l’FSC. Riteniamo che tutti questi programmi forniscano standard che proteggono efficacemente le foreste e ne assicurano la gestione responsabile. L’FSC include ulteriori requisiti nell’area della sostenibilità sociale, che K-C considera in linea con la propria filosofia aziendale sulla sostenibilità. Riteniamo infatti che debbano sempre essere presi in considerazione i tre pilastri della sostenibilità, vale a dire l’aspetto ambientale, sociale ed economico.

    Nello sviluppo delle nostre politiche e pratiche ambientali noi prendiamo in considerazione, esattamente come l’FSC, anche gli input di interlocutori diversi. Poiché numerose organizzazioni non governative ben note e molti nostri clienti hanno una marcata preferenza per l’FSC, riteniamo che questi standard possano rappresentare un valore maggiore per i nostri più importanti interlocutori. FSC è il sistema di certificazione preferito da molti rivenditori, clienti e consumatori soprattutto in Europa e prevediamo che d’ora in avanti questo si verificherà anche nel Nord America.

  11. Quali prodotti sono certificati FSC e perché quelli in particolare?

    Nel 2008, i prodotti per uso igienico a marchio Andrex sono stati il secondo marchio di Kimberly-Clark certificato FSC nel Regno Unito, dopo la certificazione delle veline per il viso Kleenex nel 2007. Kimberly-Clark produce altri articoli con etichetta FSC per importanti clienti retail europei. Stiamo espandendo la disponibilità di tissue Kleenex con etichetta FSC in tutta l’Europa e abbiamo lanciato una gamma di prodotti KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* contraddistinti da tale marcatura in Europa, Nord America e Sudafrica.  In tutti questi casi abbiamo perseguito la certificazione di prodotto per soddisfare il crescente interesse dei clienti e perché questa rifletteva in generale le nostre preferenze aziendali per il sistema FSC.

  12. Che cosa ha a che fare la certificazione di prodotto con le recenti dichiarazioni Kimberly-Clark e Greenpeace?

    Per la comprensione di questo punto occorre considerare le due parti del sistema FSC illustrate sopra. Una fa riferimento alla gestione delle foreste da cui ha avuto origine la fibra di legno, mentre la seconda è quella che tiene traccia della fibra dalla foresta al prodotto finito.

    Le dichiarazioni di Kimberly-Clark e di Greenpeace riguardano principalmente il sistema di gestione delle foreste. Nello specifico, noi abbiamo stabilito target di certificazione FSC relativi alla fornitura di fibre dalla foresta boreale canadese. Con l’aumento della fibra di legno certificata FSC - pensiamo che solo il 10% della fornitura totale di polpa sia attualmente certificata FSC - e la conclusione di accordi di acquisto con fornitori certificati FSC, K-C prevede di aumentare nel tempo la quantità di fibra FSC nei suoi prodotti per il Nord America.

    Il lancio da parte di KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* di confezioni di prodotti certificati FSC segnala ai clienti la preferenza per l’FSC e sottolinea il suo impegno a garantire che i prodotti includano solo fibre provenienti da fonti con basso impatto ambientale. Poiché FSC riconosce nel suo sistema di certificazione della Chain of Custody l’uso di fibra riciclata post-consumo, riceviamo una approvazione anche per questo tipo di fibra.

  13. Che cosa riguarda la certificazione della Chain of Custody - COC dell'FSC?

    Numerosi impianti di produzione KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* del Nord America, Europa e Sudafrica e altri nostri codici prodotto sono stati certificati secondo il sistema FSC. Questa certificazione richiede l’implementazione di un sistema di gestione globale che soddisfi i requisiti degli standard COC e delle revisioni di routine, a livello interno ed esterno, da parte di un organismo di certificazione accreditato.
    La COC è costituita da tre processi di base:
    1. Approvvigionamento di materiali certificati - Include la verifica delle fonti di fornitura appropriate e la tenuta di documentazione che assicuri la tracciabilità della fibra.
    2. Lavorazione e movimentazione dei materiali certificati - Include deposito, smistamento, scelta, produzione e conversione della fibra nel prodotto finale per la vendita.
    3. Vendita di merci certificate - Include l’adeguata registrazione e documentazione delle dichiarazioni dei prodotti fornite ai clienti.

  14. Perché Greenpeace ha contestato le pratiche Kimberly-Clark?

    Tramite la sua campagna “Kleercut”, Greenpeace ha espresso preoccupazione sugli acquisti di fibre vergini da parte di Kimberly-Clark nella foresta boreale in Canada.  La foresta boreale non è una foresta specifica, ma un tipo di copertura boschiva su una vasta area della Russia e del Canada (e precedentemente della Scandinavia).  La fibra che K-C  acquista dalla foresta boreale canadese proviene da fornitori le cui foreste o attività di approvvigionamento sono certificate.  Nell’ambito del suo programma di revisione dei fornitori, Kimberly-Clark visita regolarmente questi fornitori per assicurarsi che siano conformi alla nostra politica e che pratichino attività forestali sostenibili.
    Greenpeace faceva pressioni su Kimberly-Clark per l’utilizzo di maggiori quantità di fibre riciclate nei suoi prodotti, così da ridurre l’esigenza di acquisto della fibra boreale.  I prodotti KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* contengono quantità significative di fibra riciclata.  Tuttavia noi riteniamo che si possono usare in maniera responsabile per l’ambiente sia fibre vergini che riciclate.
    Per ulteriori informazioni visitare il sito:  http://www.kimberly-clark.com/pdfs/KC_Sustain_NAmerica.pdf#zoom=130&navpanes=0

  15. In che modo e perché Kimberly-Clark e Greenpeace hanno risolto le questioni emerse dalla campagna Kleercut?

    Fondamentalmente Greenpeace e Kimberly-Clark credono entrambe nell’idea che tutte le foreste del mondo debbano essere protette.  È occorso un po’ di tempo per trovare un terreno comune di scambio delle informazioni e delle conoscenze, e per discutere in modo costruttivo su questo argomento di fondamentale importanza.  Ora siamo soddisfatti di aver superato le nostre divergenze e continueremo in futuro a dialogare costruttivamente nel reciproco interesse.

  16. Che cosa cambierà fondamentalmente nella modalità di approvvigionamento delle fibre di Kimberly-Clark?

    Con l’input di Greenpeace, Kimberly-Clark ha appena completato una revisione dei suoi standard di approvvigionamento delle fibre.  Le evoluzioni di questi standard sono coerenti con l'approccio adottato da molto tempo nei confronti dell’approvvigionamento delle fibre e della gestione responsabile delle foreste.  Conferiscono maggiore chiarezza e trasparenza ai nostri sforzi e definiscono alcuni target specifici e misurabili:
    • Entro la fine del 2011, il 40 percento della nostra fibra per i prodotti tissue per il Nord America sarà riciclata o certificata FSC.
    • Entro il 2011, Kimberly-Clark avrà eliminato gli acquisti di fibra dalla foresta boreale nordamericana non certificata FSC.
    • Abbiamo rinnovato il nostro impegno di acquistare al 100 percento la fibra di legno vergine da fornitori certificati da uno dei cinque organismi riconosciuti di gestione delle foreste, con una preferenza per la certificazione del Forest Stewardship Council (FSC).  
    • Supporteremo la protezione delle aree di foresta naturale che potrebbero essere designate come Foreste in pericolo o Foreste ad alto valore di conservazione, collaborando con fornitori, autorità governative e organizzazioni non governative, per l’identificazione e la mappatura di queste aree.

  17. Qual è il contenuto di fibra riciclata dei prodotti KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL*?

    Il contenuto di fibra riciclata dei nostri prodotti varia in base al prodotto e alla regione o alle previsioni del mercato, oltre che alla disponibilità delle fibre, al loro costo e a tutta una serie di altre considerazioni. Il contenuto medio globale di fibra riciclata di tutti i prodotti Kimberly-Clark è all’incirca del 30 percento.  I prodotti a marchio KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* contengono generalmente più fibra riciclata rispetto ai prodotti di consumo.

  18. Perché la fibra riciclata post-consumo è ritenuta, per l'ambiente, migliore della fibra riciclata preconsumo?

    I prodotti ottenuti dal riciclo post-consumo incorporano materiali che sono passati attraverso un ciclo di consumo, sono stati raccolti, quindi rilavorati.  Poiché questo materiale è stato usato e non è finito nella discarica, molti ritengono che sia preferibile ad un prodotto contenente fibra di riciclo dai rifiuti preconsumo.
    I prodotti ottenuti dai rifiuti preconsumo incorporano materiali di scarto che non sono mai giunti al consumatore.  Spesso, la bonifica degli scarti o dei rifiuti interni non è considerata un vero e proprio riciclo, e il riutilizzo e il recupero di questi materiali costituisce un semplice processo di miglioramento dell’efficienza. Senza il recupero e il riutilizzo interno dei rifiuti preconsumo, dai processi di produzione verrebbero generati quantità maggiori di rifiuti che richiederebbero a loro volta smaltimento.

  19. Che cosa è Vision 2010?

    Vision 2010 è la terza fase del programma di Kimberly-Clark il cui obiettivo è la riduzione dell’impatto ambientale delle sue attività produttive a livello globale. Lanciato in origine nel 1994, il programma presenta obiettivi e standard che spaziano nelle seguenti aree chiave:
    • Uso di acqua dolce e qualità delle acque di rifiuto
    • Uso e conservazione dell’energia, e riduzione delle emissioni di carbonio
    • Eliminazione delle discariche interrate e riduzione dei rifiuti
    • Implementazione di Sistemi EHSS (Gestione ambientale, salute e sicurezza)
    K-C ha compiuto grandi progressi in ciascuna di queste aree dall’implementazione di questo programma.  Si veda a proposito il Rapporto annuale di sostenibilità.  Prima di Vision 2010 c’erano stati i programmi Vision 2000 e Vision 2005.
    Gli obiettivi Vision sono stati sviluppati con la collaborazione e l’input dei nostri leader aziendali, del nostro personale di produzione e di esperti tecnici. Riflettono le questioni di carattere ambientale più significative identificate dal Programma ambientale delle Nazioni Unite e dal World Business Council for Sustainable Development che riguardano l’azienda, in particolare le emissioni correlate al consumo energetico, al cambio climatico, alla disponibilità di acqua, e all’uso e al degrado della terra.

  20. Qual è lo stato attuale dell'implementazione ISO 14001 da parte di Kimberly-Clark?

    Molti stabilimenti KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL in tutto il mondo stanno per ottenere la conformità ISO 14001 o l’hanno già ottenuta.  Grazie agli sforzi che compiamo da oltre dieci anni per sviluppare e implementare sistemi di gestione ambientali equivalenti agli standard ISO, gli impianti Kimberly-Clark sono già a buon punto per ottenere la certificazione.  Il sistema di gestione ambientale, salute e sicurezza (EHS-MS) di K-C specifica ulteriori requisiti di prestazione che potrebbero addirittura superare gli standard ISO 14001.  Il personale Kimberly-Clark preposto revisiona regolarmente gli stabilimenti di produzione per determinare la conformità all’EHS MS e ad altri requisiti normativi.

  21. Perché non tutti gli stabilimenti di produzione Kimberly-Clark sono certificati per la ISO 14001?

    KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* si è impegnata a implementare in ciascuno dei suoi stabilimenti di produzione un sistema di gestione dell’ambiente, della salute e della sicurezza, sulla base della ISO 14001 e OHSAS 18001.  Assicurare un ambiente di lavoro sicuro per i nostri lavoratori e ridurre gli impatti ambientali sono da sempre valori chiave di Kimberly-Clark: il nostro sistema EHS ci porta a migliorare continuamente  in entrambe le aree.  La certificazione formale è un processo oneroso che potrebbe non aggiungere valore alla nostra operatività o ai nostri prodotti.  Laddove le condizioni del business consentono la certificazione, i nostri stabilimenti sono in una situazione favorevole per ottenerla.
    Gli aspetti ambientali principali identificati per le attività operative globali di Kimberly-Clark riguardano:
    L’energia utilizzata nei nostri processi di produzione, per riscaldare o rinfrescare gli uffici e il carburante per i viaggi aziendali e la distribuzione del prodotti.

    Emissioni nell’atmosfera, provenienti principalmente dall’uso dell’energia

    Uso di acqua dolce, principalmente nella produzione dei prodotti tissue

    Scarico delle acque di rifiuto, principalmente nella produzione dei tissue

    Generazione di rifiuti solidi dalla perdita di fibre e uso di materiali di confezionamento

    Il nostro sistema EHS richiede la considerazione di questi aspetti e lo sviluppo di controlli per mitigare o gestirne l’impatto.  Questi aspetti sono stati incorporati inoltre nel nostro consolidato programma Environmental Vision, che fornisce obiettivi a livello aziendale per ridurre l’uso delle risorse e minimizzare gli sprechi.

  22. Perché questa enorme preoccupazione per la sbiancatura al cloro e a cosa si riferiscono le sigle " PCF", "ECF" e "TCF"?

    Durante il processo di produzione della polpa, il cloro contenuto nei composti chimici di sbiancatura può combinarsi con la lignina di legno formando composti organici clorinati come la diossina e il furano. Il bioaccumulo di questi agenti inquinanti nell’ambiente è nocivo per la salute dell'uomo e può causare problemi come il cancro.

    Nei processi di sbiancatura ECF, cioè esenti da cloro elementare, si sostituisce il gas di cloro con il biossido di cloro, che riduce significativamente il potenziale di formazione della diossina e del furano.

    La sbiancatura TCF, ovvero totalmente esente da cloro, elimina l’uso di composti chimici sbiancanti contenenti cloro e li sostituisce con l’ossigeno, il perossido di idrogeno e/o l’ozono. La TCF si applica solo alla fibra vergine poiché non sempre è noto come siano state originariamente sbiancate le fibre riciclate.

    PCF, ovvero esente da cloro di processo, indica che nella fabbricazione di un prodotto riciclato non è stato usato cloro,  ma non indica che le fibre non siano mai state sbiancate con cloro durante il loro ciclo di vita.

  23. Se il fazzolettino è marrone, significa che non è stato sbiancato?

    Non necessariamente.  La sbiancatura rimuove la lignina residua della polpa, perciò i prodotti non sbiancati contengono più lignina dei prodotti sbiancati.  I prodotti non sbiancati sono pertanto di colore più scuro dei prodotti sbiancati.  Per ottenere un colore scuro alcuni prodotti già sottoposti alla sbiancatura potrebbero essere tinti.

  24. Se il giro d'affari è in crescita come può Kimberly-Clark ridurre il trasporto dei prodotti?

    Cercando di confezionare più prodotti in ogni cassa e caricando più casse in ogni camion si può ridurre il numero dei veicoli in circolazione.  Meno autocarri portano ad una sensibile riduzione delle emissioni nell’ambiente.  Per i nostri clienti, un imballo efficiente significa meno spazio di magazzinaggio richiesto. Inoltre, la minore quantità di imballaggi da smaltire porta probabilmente ad un ulteriore risparmio per i distributori e gli utilizzatori.

  25. Cosa significano conformità 40x48/1000x1200 e/o utilizzo del cubaggio?

    Questi termini si riferiscono alla capacità di ottimizzare l’imballo dei prodotti per la spedizione, vale a dire massimizzare la quantità di prodotto su pallet e all’interno del veicolo utilizzato per la spedizione.

  26. Si sente parlare molto di consumo sostenibile. Che cosa fa KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* per promuoverlo?

    In breve, gli attuali modelli di consumo globale non sono sostenibili e sta diventando sempre più chiaro che un guadagno in e tecnologia non sarà da solo sufficiente a portare il consumo globale ad un livello sostenibile.  Sono necessari anche dei cambiamenti al nostro stile di vita e tra questi possiamo includere il modo in cui scegliamo e usiamo i prodotti.  KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* riconosce che possiamo svolgere un ruolo importante nella promozione di livelli di consumo più sostenibili.  Grazie allo sforzo per comprendere l’utilizzo finale e lo smaltimento dei nostri prodotti da parte dei consumatori, siamo in grado di raccomandare prodotti che effettivamente promuovono un consumo più avveduto e intelligente.  La nostra esperienza e conoscenza può contribuire inoltre allo sviluppo di prodotti per il futuro.
    Alcuni esempi:
    La tecnologia del tessuto AIRFLEX* consente la compressione dell’asciugamano durante il processo di produzione senza che vadano perdute le caratteristiche di prestazione. La stessa tecnologia consente la produzione di un asciugamano con una quantità di fibra inferiore fino al 30% rispetto ad un asciugamano in carta tradizionale o increspata, ma con le stesse prestazioni.
    Tutti gli asciugamani in fibre hanno un "effetto memoria": vale a dire che quando si bagnano durante il processo di asciugatura delle mani, le fibre ritornano allo stato in cui si trovavano al momento della produzione. Con il tessuto AIRFLEX*, lo stato al momento della produzione è rigonfio e molto  assorbente. Nel tissue tradizionale e quello in carta increspata, lo stato delle fibre è piatto e molto meno assorbente. La conversione al prodotto finito nel caso di prodotti in carta increspata tradizionale richiede una lavorazione in rilievo per ottenere maggiore volume e aumentare la prestazione e la morbidezza.
    Tuttavia, questo comporta che gli asciugamani racchiudano all’interno maggiore aria, quindi maggiore volume, che al momento del trasporto si traduce in un maggiore dispendio delle risorse. Quando sono bagnati, il rilievo scompare e l’asciugamano si appiattisce e mostra scarsa testurizzazione. Il tessuto AIRFLEX* presenta un elevato volume, è altamente assorbente e può essere compresso prima del confezionamento. Quando l’asciugamano viene utilizzato agisce l’effetto memoria che ripristina la sua assorbenza ottimale. Il vantaggio è evidente perché consente una maggiore compressione durante il processo di produzione e il conseguente trasporto di volumi minori.
    Vantaggi:
    • Riduce al minimo la quantità di fibra necessaria per asciugare le mani e la quantità di fibra "asciutta" consumata che viene gettata nel cestino subito dopo l’uso.
    • Ottimizza il numero di asciugamani nella cassa, sul pallet e dunque sul veicolo di trasporto con conseguente riduzione dello spazio di stoccaggio e movimentazione all'interno del veicolo.

    HYDROKNIT* è un tessuto brevettato da Kimberly-Clark per  per l’utilizzo ripetuto nel corso dei  lavori di pulizia. Poiché il prodotto è progettato appositamente per essere utilizzato più volte riteniamo sia estremamente efficace. Se confrontato ad altri materiali come gli stracci, il tessuto HYDROKNIT* ne supera abbondantemente le prestazioni per rapidità e livello di assorbenza, consentendo al cliente di usare molto meno prodotto. Inoltre il cliente deve smaltire questi prodotti e per alcuni dovrà servirsi di aziende specializzate. Il costo dello smaltimento di questi rifiuti si basa sul peso o sul volume. Uno straccio tradizionale pesa in media 5 volte di più di un panno WYPALL* X. Dunque si ottiene una riduzione del volume, del peso e del costo per il materiale da eliminare
    Inoltre, grazie al nostro brevetto, siamo l’unica azienda a produrre un panno con oltre il 70% di contenuto di polpa, usando la tecnologia "Hydroentangling". Rispetto ad altri  prodotti  in tessuto non-tessuto, siamo tra i migliori anche in termini di bio-degradabilità, una volta che il prodotto è posto in discarica interrata.
    Vantaggio:
    Riduce l’uso di panni da parte del cliente; minore uso - meno rifiuti. Ulteriore vantaggio: anche il cliente risparmia denaro

  27. KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* produce un'ampia gamma di prodotti usa e getta che diventano rifiuti da gestire. Questo non è in contrasto con la sua posizione di riduzione alla fonte?

    Per niente in contrasto, ma genera in noi uno speciale obbligo di assicurare che i rifiuti vengano eliminati, ove possibile, tramite i sistemi orientati al ciclo di vita del prodotti, vale a dire dal sourcing allo smaltimento finale.  L’eliminazione degli scarti è il nucleo del nostro programma Reduce Today, Respect Tomorrow*.

  28. L'impegno per la sostenibilità di Kimberly-Clark va oltre l'ambito ambientale?

    Sì, Kimberly-Clark riconosce infatti che lo sviluppo sostenibile richiede la considerazione degli elementi ambientali, sociali ed economici della sua attività.  Tutti e tre i pilastri della sostenibilità sono incorporati nel nostro programma aziendale globale per lo sviluppo sostenibile, che comprende un impegno in tutte le aree seguenti:
    • I nostri prodotti
    • La nostra operatività
    • Le comunità in cui operiamo
    • I nostri dipendenti
    Sosteniamo con contributi benefici le cause che rinforzano le famiglie del mondo, le comunità nelle quali operiamo e l’ambiente. É in questi ambiti che riteniamo di potere e dovere fare la differenza. Donando tempo e denaro, K-C e il suo personale contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone intorno a noi. Raccogliamo fondi e stimoliamo la consapevolezza con iniziative di mercato legate a buone cause che coinvolgono i nostri clienti e consumatori.
    La K-C Foundation svolge un ruolo vitale nell’investimento aziendale per le comunità. Oltre a partecipare ad una serie di cause benefiche globali, la fondazione contribuisce con donazioni fino a $10.000 per ogni dipendente negli Stati Uniti. Vantiamo anche un programma Community Partners, che assegna contributi da $500 a organizzazioni non a scopo di lucro, dove i nostri dipendenti e i loro partner prestano servizio di volontariato per oltre 30 ore all’anno.

  29. Perché KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* non ha alcuna eco-label (EU Flower, Nordic Swan, GreenSeal, EcoLogo ecc.)?

    Esistono vari tipi di eco label e ciascuna di queste riguarda mercati diversi o copre in modo differenziato i gruppi di prodotti.  Nessuna eco-label è idonea a tutti i prodotti Kimberly-Clark in tutte le regioni, pertanto avere diverse eco label per mercati diversi sarebbe molto oneroso e non comporterebbe necessariamente un miglioramento ambientale.
    Le Eco-label tendono a focalizzarsi su priorità ambientali diverse.  Alcune ad esempio incoraggiano l’approvvigionamento di fibre sostenibili, altre l’efficienza energetica e così via. Una singola etichetta non riflette pertanto la performance ambientale globale di un prodotto.  Questo non è totalmente coerente all’approccio di Kimberly-Clark alla sostenibilità orientato al ciclo di vita - dall’uso delle materie prime alla produzione e distribuzione del prodotto, fino all’uso del prodotto finale e dello smaltimento.  Un approccio orientato al ciclo di vita ci consente di focalizzare gli sforzi sulle opportunità di miglioramento ambientale più significative , al fine di ottenere il vantaggio ambientale più elevato possibile.
    Kimberly-Clark continuerà a valutare l’uso delle eco-label, soprattutto qualora siano particolarmente apprezzate dagli utenti finali e clienti.  A titolo di esempio molti prodotti KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL* sono contrassegnati attualmente la Green Seal eco-label in Nord America e in America latina, e il team europeo sta valutando l’uso della EU Flower.  Continueremo a preferire pertanto eco-label o schemi di certificazione che riconoscano la performance in un ambito di catena globale di fornitura, come il Forestry Stewardship Council (FSC) e la ISO 14001.  In molte parti del mondo abbiamo già ottenuto la certificazione FSC e/o ISO 14001.

  30. Che cos'è la WBCSD e qual è il coinvolgimento di K-C?

    La World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) è una coalizione di 200 società internazionali che condividono l’impegno per lo sviluppo sostenibile attraverso la crescita economica, l’equilibrio ecologico e il progresso sociale. Alla WBCSD partecipano più di 35 paesi e 20 settori industriali maggiori. Le attività dell’organizzazione riflettono il pensiero che il perseguimento dello sviluppo sostenibile è un bene per il business, e che il business è un bene per lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità, per le future generazioni, di soddisfare i propri bisogni.

    WBCSD è una piattaforma per le aziende che consente di esplorare lo sviluppo sostenibile, condividere le conoscenze, le esperienze e perorare le posizioni aziendali su questi problemi, tramite numerosi forum e discussioni, collaborando con i governi, e con le organizzazioni non governative e intergovernative. Kimberly-Clark è membro del WBCSD dal 2005 e partecipa a numerose delle sue aree di interesse, tra cui ecosistemi, sviluppo e ruolo delle aziende, oltre che all’iniziativa sui prodotti che promuovono la sostenibilità delle foreste.

  31. Che cosa si intende per impronta del carbonio (Carbon Footprint) di un prodotto? Come funziona?

    L’impronta del carbonio di un prodotto è la somma di biossido di carbonio (CO2) e altri gas serra emessi durante la catena di fornitura per una unità singola di quel prodotto; la quantità netta totale di biossido di carbonio e altri gas serra emessi per produrre e smaltire una singola unità di prodotto.
    In UK operiamo con il Carbon Trust per i prodotti tissue e personal care.  Supportiamo totalmente il lavoro del Carbon Trust con l’organismo dei BSI British Standards per sviluppare uno standard settoriale che possa essere usato per tutte le categorie di prodotto, fornendo maggiori informazioni e trasparenza ai consumatori.
    Senza uno standard comune i consumatori avranno molta difficoltà a capire il problema dell’impronta del carbonio.

    Lo riteniamo un progetto innovativo ed entusiasmante che contribuirà ad assicurare una maggiore trasparenza ai consumatori e rappresenterà allo stesso tempo una opportunità per le aziende di analizzare e ridurre l’impronta del carbonio.  Questo progetto collima inoltre perfettamente con tutte le nostre politiche di sostenibilità.  La riduzione delle emissioni di carbonio tramite il nostro programma ambientale “Vision” è da molto tempo una delle nostre priorità e lo studio dello sviluppo di uno standard per l’impronta del carbonio è una estensione naturale di questo lavoro.

    La riduzione delle emissioni non è solo positiva per l’ambiente, ma ha senso anche da un punto di vista commerciale.

  32. Si parla molto di Kimberly-Clark e dell'Indice di sostenibilità Dow Jones. Di che si tratta e qual è il ruolo di Kimberly-Clark?

    L'Indice di sostenibilità Dow Jones (DJSI) monitorizza la performance ambientale, finanziaria e sociale delle aziende leader orientate alla sostenibilità in tutto il mondo. La valutazione annuale DJSI consiste in una determinazione globale delle performance economiche, ambientali e sociali, tra cui alcuni aspetti quali la governance aziendale, la gestione del rischio, il branding, le variazioni climatiche, gli standard della catena di fornitura e le pratiche di manodopera.  Il sistema di valutazione DJSI si basa sulle risposte fornite dalle società al Questionario annuale di valutazione della sostenibilità aziendale nonché su altre informazioni pubbliche in tema di sostenibilità fornite dalle società stesse.
    Il Gruppo indipendente Sustainable Asset Management (SAM), che si occupa del processo di valutazione, ha inoltre intervistato vari analisti a proposito delle loro percezioni su determinate aziende in settori specifici.
    Kimberly-Clark è stato inclusa nel DJSI World Index per gli ultimi Cinque anni (2005, 2006, 2007, 2008, 2009) ed è inclusa anche nel DJSI North American Index.

  33. Kimberly-Clark collabora con organizzazioni ambientali non governative (ONG)?

    Sì. Sono molti i gruppi che possono influenzare o essere interessati dalla nostra attività. La comunicazione con questi gruppi li aiuta a comprendere i nostri prodotti e la nostra operatività e mostra loro che riconosciamo e teniamo in considerazione le loro esigenze e le loro preoccupazioni. Forest Stewardship Council, Greenpeace, European Water Partnership, World Water Council, Conservation International, World Resources Institute (Corporate Council and US Climate groups) e WWF-UK Forest and Trade network sono alcuni esempi del nostro impegno diretto con ONG internazionali.

  34. Che cos'è lo studio del WWF, e perché in questo studio SCA è prima e K-C terza della lista? Come si concilia l'appartenenza di K-C alla WWF UK FTN?

    Nel 2004, il WWF entrò in contatto con alcune aziende per conoscere meglio la loro prestazione ambientale e le strategie di approvvigionamento delle fibre.  Questo studio ha prodotto un punteggio, fondato su criteri del WWF stesso ed unicamente sulla base di informazioni fornite dalle aziende.
    All'epoca, ritenemmo strano che il rapporto del WWF classificasse Kimberly-Clark al terzo posto, quando l’indagine più analitica e completa del mondo sulla performance sostenibile, l’indice mondiale di sostenibilità Dow Jones, ci collocava al primo posto come Sustainability Leader nel settore dei Personal Products.
    Pur sorpresi e delusi dall’interpretazione data dal WWF ai dati da noi forniti con una serie di scambi frequenti, abbiamo continuato a mantenere un dialogo già costruttivo con la WWF UK Forest and Trade Network, all’interno della quale siamo l’unica azienda produttrice di prodotti tissue.   Fondata nel 1991, la FTN è una partnership tra il WWF e le aziende che promuovono la gestione responsabile delle foreste mondiali. I membri si impegnano a tenere traccia a ritroso del ciclo di vita dei prodotti derivati dal legno e cartacei fino alla foresta d’origine.
    Come sempre siamo tenuti a ricercare e mantenere un delicato equilibrio tra la trasparenza dei dati e la riservatezza commerciale. Ci siamo sempre tenuti su una linea di massima trasparenza possibile, riconosciuta ed apprezzata dagli indici mondiali di sostenibilità Dow Jones.

  35. Dove è possibile reperire altre informazioni sulle strategie e le performance di sostenibilità di Kimberly-Clark e KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL*?

    Per conoscere la performance, i progressi e le strategie di sostenibilità di Kimberly-Clarks è possibile visitare il sito Web:
    KIMBERLY-CLARK PROFESSIONAL*:  kcpreducetoday.com
    Kimberly-Clark Corporation:
    a) Sustainability Report http://www.kimberly-clark.com/aboutus/sustainability.aspx  
    b) Fiber Procurement Policy http://www.kimberly-clark.com/pdfs/K-C%20policies.pdf
    c) Tissue Life Cycle Assessment  http://www.kimberly-clark.com/pdfs/LifeCycleAssessment.pdf
    d) Fiber Procurement Practices  http://www.kimberly-clark.com/pdfs/KC_Sustain_NAmerica.pdf#zoom=130&navpanes=0
    e) European Sustainability Fact Sheet   http://www.kimberly-clark.com/pdfs/KC_Sustain_Europe.pdf#zoom=130

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